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RIPENSARE L'ECONOMIA POLITICA. LA LEZIONE DI KARL POLANYI Il nostro modo di intendere l’economia costituisce un serio ostacolo per una comprensione esatta dei fenomeni economici. Quando usiamo il termine economia intendiamo ormai solo un insieme di moventi particolari e di scopi molto specifici piuttosto che un sistema di mezzi di sussistenza e una specifica tecnologia. Alla luce di una simile nozione riduttiva di economia, «invece delle caratteristiche permanenti e costanti di tutte le economie umane, sono quelle meramente transitorie e contingenti che appaiono essenziali» (K. Polanyi, Il ruolo dell’economia nelle società antiche, Einaudi 1983, p. 10). In ultima analisi è l’innaturale influenza sulla società del sistema di mercato che determina la riduzione del significato della nozione di economia. Furono i fisiocratici a generare il concetto di economia, contestualmente all’emergere del mercato inteso come meccanismo offerta-domanda-prezzo. Questo meccanismo comincia a ...
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PIENEZZA DI VITA E PESSIMISMO Ritornando sulla Nascita della tragedia dallo spirito della musica dopo sedici anni dalla sua pubblicazione, Nietzsche ne metteva in chiaro la tesi fondamentale. Lo scritto era nato dall’intuizione che esiste un pessimismo della forza, ossia una capacità di fissare lo sguardo sul negativo dell’esistenza; capacità che nasce da una “salute traboccante”. La tragedia attica fu espressione di un simile pessimismo della forza. Il socratismo morale e l’uomo teoretico testimoniano il venir meno di una simile forza. La tarda serenità greca e l’affermazione della dialettica sono il sintomo di un tramonto. Il pessimismo che nasce dalla forza mette gli uomini di fronte alla verità. La scienza è invece «una sottile legittima difesa contro la verità». Il problema qui affrontato è il problema della morale (del significato vero dell’attribuzione di un senso morale all’esistenza) e della scienza. Quest’ultima da intendersi non tanto, o non solo, come scienza positiva,...
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IL TEMPO DELL'ANGELUS NOVUS Le rivoluzioni sono eventi rari nella storia dell'umanità. Esse sono una sorta di accelerazione della storia. Esse accadono, diceva Marx, quando i rapporti di produzione non sono più adeguati al reale sviluppo delle forze di produzione. Definizione per alcuni troppo schematica, tendente a collocare nel progresso tecnologico il motore della storia. In una simile defini zione agisce una sorta di religione del progresso. C'è un'altra visione della storia, meno lineare e meno consolatoria. E' quella offerta dall'Angelus Novus, il quadro di Klee interpretato da Benjamin,dove si rappresenta un angelo il cui sguardo, volto al passato, è fisso su un cumulo di macerie da cui si allontana, sospinto da una tempesta, volgendo le spalle al futuro. La tempesta è ciò che chiamiamo progresso ed è ciò che gli impedisce di arrestarsi per ricomporre le rovine della storia. Si direbbe una visione pessimistica, che non lascia scampo ai miti del sole...